CdA RAI e nomine: le donne devono scendere a patti con la partitocrazia?

| 4 luglio 2012 | 0 Commenti

Pari o Dispare è già  intervenuta nel dibattito relativo alle nomine del CDA Rai, dibattito che si eè sviluppato tra le varie associazioni e che ha generato una pluralità di candidature e auto candidature di valore.

Nei cda servono una pluralità di competenze: di settore industriale (in questo caso media e radiotelevisivo) , manageriale e economico finanziario. Nel caso Rai, vista la formidabile influenza che può esercitare sulla cultura del paese, sarebbe imperdonabile se non ci fosse una presenza bilanciata anche dal punto di vista di genere, per evitare la rappresentazione delle donne spesso stereotipata e talvolta lesiva che viene proposta .

Ciò premesso la responsabilità delle nomine risiede nella Commissione di Viglianza, espressione del parlamento che dovrebbe e potrebbe dare un segnale di cambiamento proponendo una rosa di candidate ( e candidati) scelti , una volta tanto , tra curricula di merito e procedere ad una selezione trasparente con audizioni pubbliche, come au fa in gran parte delle istituzioni europee. Per quanto riguarda le candidature femminili ci aono fior di cv raccolti dalla Professional Women Association e/o dalla Fondazione Belisario e molte autocandidature di valore tra cui scegliere.La scelta che sembra prevalere è quella di estendere al tema di genere la modalità di lottizzazione e di processo di selezione opaco alle donne. Non è secondo noi una strada da seguire e quindi insistiamo nel richiedere che la  Commissione di Vigilanza si assuma la responsabilità di proporre una rosa di candidature  di valore e di selezionarle  in trasparenza , ricordando che metà della popolazione italiana è donna e si merita di essere rappresentata nel CDA della più grande azienda mediatica pubblica.

Un equilibrio di genere nel Cda non può prescindere da un cambiamento di regole e di criteri meritocratici che consentano alla televisione pubblica di non essere più il campo di battaglia dei potenti o dei partiti, a scapito di coloro che sono poco o mal rappresentati.

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